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Salute 3.0

Salute 3.0

Salute 3.0

Che il valore mondiale del mercato della salute fosse alto, era da immaginarselo, ciò che invece stupisce è che ben oltre 6,7 miliardi di dollari riguardano esclusivamente il settore ‘mobile’, ovvero le pratiche mediche ed i servizi che passano tramite smartphone e tablet.


La stima della società di ricerca Visiongain, è favorita dalla sempre maggiore disponibilità di smartphone, anche low cost, che consentono l’accesso a negozi virtuali che contano ormai quasi un milione di App dedicate esclusivamente al mondo della salute e del fitness; spaziando dalla dieta al controllo della propria attività fisica, fino al monitoraggio delle principali funzioni vitali e l’assistenza diretta tramite la telemedicina, talvolta anche ad uso professionale.

La Oxford University ha pubblicato su Jama uno studio condotto su oltre 500 pazienti, riscontrando che il monitoraggio della pressione e l’autoregolazione della somministrazione dei farmaci, se eseguiti in modo autonomo dal malato e secondo un piano precedentemente stabilito dal medico, risultano più efficaci permettendo di abbassare i valori della pressione.
Per il medico poter diagnosticare, monitorare e comunicare in remoto con i propri pazienti permette una maggiore efficienza ed ampi risparmi per gli operatori sanitari e quindi per le istituzioni.

Il settore della salute digitale è già attivo da diversi anni con community di pazienti, spesso cronici, che fanno riferimento a portali come PatientsLikeMe, ma solo nell’ultimo anno i maggiori colossi dell’hi-tech come Apple, Google e Facebook, stanno puntando ed investendo nel settore della salute.

Apple, con il nuovo sistema operativo iOS 8, ha introdotto l’App “Salute” che permette di tenere sotto controllo la propria frequenza cardiaca, le calorie bruciate, la glicemia, il colesterolo e molto altro, radunando in una sola App il quadro aggiornato della propria situazione; creando una scheda con informazioni mediche importanti, come il gruppo sanguigno o le allergie che, in caso di emergenza, saranno facilmente individuabili e subito visibili.

Facebook, già nel 2012, introdusse la possibilità di indicare sulla propria pagina l’opzione “donatore di organi” riscuotendo un enorme successo; oggi invece, secondo la Reuters, Zuckerberg starebbe pensando ad un’applicazione di prevenzione con consigli per migliorare lo stile di vita dei propri utenti, creando una comunità online di supporto con cui mettere in contatto gli utenti che soffrono della stessa malattia.
Ovviamente le critiche non mancano in quanto questa nuova impresa rischia di scontrarsi, come spesso accade, contro evidenti problemi di privacy.

La “salute mobile” sta attirando anche le più importanti istituzioni che intendono coltivare questo promettente filone di promozione della salute. In particolare l’Europa, che ha da poco lanciato m-Health, un programma di finanziamenti che coniuga medicina, sanità pubblica e innovazione tecnologica con l’obiettivo di sfruttare le potenzialità della connettività mobile per migliorare le abitudini dei cittadini europei.

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